dalla Redazione – Domenica 30 marzo si è svolta la prima tappa del Giro Handbike, giunto alla sua 15ª edizione, con partenza dal Lungomare Italo Falcomatà di Reggio Calabria. L’evento ha rappresentato non solo una competizione sportiva di rilievo nazionale ma anche un punto di riferimento per il movimento paralimpico italiano e un’opportunità per promuovere lo sport come strumento di inclus
ione e superamento delle barriere.
Per Reggio, oltre all’aspetto sociale e sportivo, anche quello turistico e di promozione del territorio, visto lo scenario della partenza, il Lungomare con lo sfondo dello Stretto, da dove è partita la caccia alla prima Maglia Rosa 2025. La competizione proseguirà poi in Veneto, Lombardia e Friuli per poi concludersi a Bari con la finalissima.
Con oltre dieci edizioni alle spalle, il Giro Handbike è ormai un appuntamento fisso nel calendario sportivo paralimpico ed ed è il momento, per tutti gli atleti, di mostrare le proprie capacità atletiche/sportive, per dare una continuità ai duri allenamenti stradali o in pista degli ultimi mesi. Essendo la prima tappa della stagione è stato anche un importante occasione per testare il livello di preparazione, la propria e quella degli avversari, in preparazione al prossimo imminente appuntamento.
La squadra di SportABILI Alba ha affontato con determinazione una trasferta veramente impegnativa e, dopo aver persorso i 1340 km che separano la sede associativa da Reggio Calabria, si è presentata sui nastri di partenza, determinata da fare bene. I piazzamenti ottenuti sono più che soddisfacenti per i nostri portacolori: Luigi si è piazzato al 2° posto della sua categoria, Carlo e Stefano al 3° posto nelle rispettive specialità, mentre Mattia ha conquistato il 4° piazzamento, ad un passo dal podio.
Grazie alla somma dei punti di questi piazzamenti SportABILI Alba conquista la 2° posizione nella classifica generale del Giro, a soli 26 punti dalla squadra capolista.
La premiazione, ospitata presso l’Arena dello Stretto, ha chiuso la giornata in un clima di entusiasmo e partecipazione, offrendo un’immagine concreta del potenziale dello sport come strumento di valorizzazione delle
capacità umane.